- Ottobre 9, 2026
- Posted by: Edizioni Stazione Celeste
- Categoria: News_Letter


Cari compagni di viaggio,
Nelle due precedenti news vi ho fatto entrare in contatto con la potente energia di questo tascabile di 125 pagine…
Oggi 9 ottobre 2026 ho il piacere di annunciarvi l’uscita ufficiale di IO SONO QUA di Luigi Tocchetti che vedete in tutta la sua Luce ritratto con il suo libro e il suo bel micione.
Sia a me che a Luigi, ha fatto moltissimo piacere leggere i vostri commenti entusiastici che ci avete scritto (qui e qui) dopo aver letto l’introduzione e il primo capitolo del libro.
E altri bellissimi commenti continuano ad arrivarci da parte di chi ha già avuto modo di leggere il libro in anteprima.
Da oggi il libro è disponibile sia sul NOSTRO SITO che su AMAZON.
In realtà, su Amazon era già disponibile da un paio di settimane, perché ho voluto dare ad alcuni amici della Stazione Celeste la possibilità di leggerlo in anteprima. Il loro compito era aiutarmi a individuare eventuali errori e imprecisioni di forma, ma soprattutto condividere con me le loro impressioni, con l’invito, per chi lo avesse apprezzato, a lasciare una recensione su Amazon.
Le recensioni sono importantissime per dare visibilità a un libro. Gli algoritmi di Amazon, infatti, tengono conto anche delle recensioni nel determinare la visibilità dei libri. Per cui, se andate su Amazon cliccando qui, potete già leggere i primi bellissimi commenti a Io sono qua.
Quella di leggere un libro in anteprima non è un’opportunità riservata a un’élite. Se anche voi amate i libri di Stazione Celeste e vi piacerebbe contribuire in questo modo, scrivete un commento qui sotto oppure inviatemi un’e-mail o un messaggio su WhatsApp. Al prossimo libro vi coinvolgerò volentieri.
Il motivo per cui il libro è al momento disponibile soltanto attraverso queste due sole modalità e non in altre librerie, è semplice: i costi della distribuzione sono diventati per me troppo elevati e per i nuovi libri preferisco concentrarmi sui due canali dai quali ottengo il maggior numero di vendite, per poi magari espandermi gradualmente anche sugli altri mercati Amazon, pubblicando questi libri in altre lingue.
Quindi, ricapitolando: se siete interessati a leggere questo libro, avete quindi queste due possibilità per riceverlo a casa: Dal NOSTRO SITO, a 12,96 € (senza costi di spedizione) oppure ordinarlo direttamente su AMAZON allo stesso prezzo.
Se avete un account AMAZON PRIME Prime, vi invito ad acquistarlo direttamente lì, anziché sul nostro sito, e la ragione è questa: se gli acquisti su Amazon saranno numerosi, scalerà le classifiche e così potremo dare al libro maggiori possibilità di ottenere visibilità sulla piattaforma e, di conseguenza, farlo conoscere a un numero più ampio di persone.
Ci sono là fuori tantissime persone che potrebbero apprezzare i libri di Stazione Celeste, ma che ancora non ne conoscono l’esistenza.
Per questo chiedo a voi, soprattutto a coloro che hanno riconosciuto il grande valore di queste opere, di darci una mano… e il modo più semplice per farlo è andare su amazon.it e lasciare una recensione dei libri di Stazione Celeste che avete letto e che vi sono piaciuti. Non è nemmeno necessario aver acquistato il libro su Amazon: basta avere un account.
Ne va del futuro stesso del nostro progetto editoriale, che oggi fatica a sostenersi economicamente.
Diciamo che questo è un tentativo importante, forse decisivo, di trovare una strada che permetta a Stazione Celeste di allargare i propri confini e di guardare al futuro con maggiore serenità finanziaria.
Ma, affinché ciò possa accadere, il vostro supporto e il vostro sostegno sono fondamentali.
E ora torniamo all’oggetto principale di questa news: IO SONO QUA.
Cos’altro dire?…
Dico sempre che i libri che pubblico sono per me come dei figli, per cui li amo tutti. Ma l’ultimo, quello appena nato, è sempre quello di cui sono innamorato…
Poi so che questo innamoramento, con il tempo, evolverà in Amore, ma adesso il mio Cuore batte solo per lui… 😍
Ho già condiviso con voi l’introduzione di Luigi e adesso voglio condividere la mia prefazione al libro. Credo sia il modo migliore per trasmettervi ciò che quest’opera rappresenta per me.
Leggetela e se vi risuona ditemi la vostra qui sotto nei commenti 👇
Buona lettura!
Pietro)*
PREFAZIONE DELL’EDITORE
Caro compagno di viaggio,
in questa prefazione voglio parlarti più di come leggere questo libro che del suo contenuto, perché sarà il modo in cui lo leggerai a fare la differenza.
Non è un libro da divorare. Non è un libro da scorrere veloce cercando il concetto chiave, la frase da sottolineare, il riassunto da portare via. È un libro che richiede lentezza, non come sacrificio, ma come condizione necessaria per ricevere quello che ha da darti.
Se lo leggi tutto d’un fiato, passerà sopra di te senza lasciarti nulla. Se invece ti fermi, se rispetti i punti e le pause, se lasci che ogni frase si depositi prima di passare alla successiva… allora qualcosa accadrà. Qualcosa che non sapresti spiegare, ma che percepirai interiormente.
E poi c’è un altro modo di leggerlo, che ho scoperto dopo averlo terminato. Puoi tenerlo sul comodino e, di tanto in tanto, aprirlo a caso, lasciando che sia una frase, un passaggio, un messaggio a venire incontro a te…
Ho conosciuto Luigi Tocchetti alla presentazione del primo volume de Il Grande Gioco dell’Energia. Qualche giorno dopo, mi scrisse dicendomi che aveva già scritto diversi libri, ma ce n’era uno che gli stava particolarmente a cuore. Desiderava che lo leggessi e gli dicessi cosa ne pensavo.
Mi arrivò il file di un manoscritto di oltre 500.000 battute.
L’ho aperto pensando di dargli una scorsa veloce. E invece mi sono ritrovato fermo, con quelle pagine davanti agli occhi, perché c’era qualcosa lì dentro che non riuscivo a lasciare. In mezzo alle riflessioni personali di Luigi, tra i suoi dubbi, le sue domande, i suoi silenzi, c’era una voce. Una voce che si era presentata con il nome di “Dio”.
Ecco, adesso devo dirtela tutta… Quella parola – “Dio” – lo so, potrebbe farti un certo effetto. Potrebbe farti storcere il naso, potrebbe farti scattare qualcosa dentro: un muro, una resistenza, un smorfia scettica Lo capisco. È una parola che porta addosso secoli di storia, di dogmi, di guerre, di aspettative… Solo a nominarla ci rinchiude in una struttura rigida e ingombrante.
Ma il “Dio” che parla in queste pagine ha qualcosa di diverso anche rispetto alle immagini più familiari che la spiritualità contemporanea ci ha consegnato.
Non è il Dio solenne delle cattedrali, non è quello severo dei testi sacri, non è nemmeno quello consolatorio di tanta letteratura spirituale. È un Dio che scende nel quotidiano, nel banale, nel reale, e da lì ti parla. Con ironia. Con leggerezza. A volte con una franchezza che sorprende, che spiazza, che fa anche ridere. E poi, in mezzo a tutto questo, ti tocca nel profondo anche se magari non te ne accorgi subito.
È per questo che l’ho definito un Dio 2.0, non perché sia un Dio diverso in sostanza, né un aggiornamento di quello di sempre, ma perché si presenta come una nuova release, una forma di manifestazione più in sintonia con questo millennio, più libera, più diretta, senza orpelli… Un Dio umano che si anima, cambia tono, si contraddice e lo riconosce sorridendo. Padre e amico, serio e scanzonato, onnipotente e intimamente vicino, come chi ti conosce da sempre e ti si siede accanto senza cerimonie…
Per certi versi, soprattutto all’inizio, mi ha ricordato Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch, un libro straordinario, scritto negli anni novanta, che ha aperto una breccia nella mia coscienza e forse anche nella tua…
Da allora il mondo è cambiato profondamente, e con esso anche l’umanità, ma soprattutto sono cambiati quelli che, come noi, sono in un cammino di ricerca interiore.
I libri come quelli di Walsch hanno contribuito a trasformare l’immagine di Dio che portavamo dentro di noi. Hanno fatto scendere Dio dall’altare su cui lo avevamo collocato per secoli e ce lo hanno mostrato sotto una luce diversa: non più come un essere distante da venerare o a cui sottomettersi, né come un modello irraggiungibile da imitare, ma come una presenza viva con cui dialogare, confrontarsi e camminare insieme.
In questo senso il “Dio” che emerge dalle pagine di Luigi sembra compiere un passo ulteriore lungo quella stessa direzione. Mantiene la profondità del messaggio, ma si esprime in una forma ancora più informale e contemporanea e lo fa anche attraverso un’ironia a tratti irriverente e spiazzante. Come se quella relazione, iniziata decenni fa, fosse diventata ancora più intima, spontanea e familiare.
E non parla solo all’uomo del nostro tempo: è un libro che avrà ancora molto da dire anche alle future generazioni, perché parla all’uomo del terzo millennio senza legarsi all’attuale momento storico, ma rivolgendosi alla sua parte più profonda, quella che travalica il tempo e le mode. E forse la sua forza è proprio in quel tratto di autenticità difficile da spiegare, ma che riconosci subito: quella sensazione che ti fa sentire come se non fossi tu a leggere di Dio, ma fosse Lui a leggere te.
Ora, pensare che una persona abbia una relazione diretta con Dio può fare un certo effetto, lo so, ma non è nulla di così raro. Se guardiamo alla storia, ci accorgiamo che questa esperienza ha accompagnato l’umanità nei millenni: Mosè, Ildegarda di Bingen, Teresa d’Avila, Caterina da Siena, Giovanna d’Arco, Emanuel Swedenborg e tanti altri… Mistici, santi e profeti di ogni tradizione ne sono stati testimoni vivi.
Anche lo stesso Maometto, quando gli apparve l’Arcangelo Gabriele per dettargli il Corano, si muoveva dentro un orizzonte religioso già aperto al confronto con le correnti cristiane di matrice nestoriana, che non riconoscevano la natura divina di Gesù ma lo veneravano come profeta e attribuivano all’Arcangelo Gabriele un ruolo centrale come messaggero dell’annunciazione alla Madonna. Per cui la figura dell’Arcangelo Gabriele, in quanto ponte tra Dio e l’umano, era già radicata nella visione che Maometto aveva del sacro. E così, quando quella frequenza lo attraversò, la sua mente la rivestì con il simbolo che già conosceva e che gli avrebbe permesso di tradurre quell’esperienza in un nome.
È ormai scientificamente assodato che la mente, per percepire qualcosa che va oltre il cognitivo, ha bisogno di simboli che sceglie tra quelli che già possiede. Una bambina cresciuta in una famiglia di tradizione confuciana non potrebbe mai vedere apparire la figura della Madonna: non appartiene al suo mondo interiore, non è un simbolo che la sua mente ha imparato a riconoscere. Così come un induista potrebbe incontrare Vishnu o Shiva, dove un cristiano vedrebbe il Cristo. La frequenza divina è sempre la stessa, cambia solo lo strumento che la legge, e quello strumento è inevitabilmente modellato dalla cultura, dalla storia e dal retaggio in cui è cresciuto.
Ecco perché a Luigi questa frequenza si è presentata come il Dio della sua tradizione. Non perché sia il nome giusto o l’unico possibile, ma perché è il simbolo che la sua storia gli aveva messo a disposizione. E infatti non è un caso che Luigi avesse già letto in passato Conversazioni con Dio di Walsch, quel libro aveva depositato nella sua mente un modello, una forma riconoscibile attraverso cui quella frequenza poteva manifestarsi e farsi comprendere.
Che tu poi voglia chiamarla “Dio”, “Allah”, “Brahman”, “Grande Presenza Io Sono”, “il Tutto”, “Sorgente Universale”, “Fonte Infinita”… poco importa: il nome cambia, ma la sostanza resta la stessa, quella di cui tutto e tutti siamo fatti.
L’immagine che più amo per esprimere questo concetto è l’ologramma: se lo spezzi in mille frammenti, ogni frammento conterrà ancora l’intera figura. Così è la nostra natura divina: non separata da noi, non lontana, non irraggiungibile. È dentro di noi. È noi, anche se non ne siamo del tutto consapevoli: “Non hai mai lasciato Casa. Ne hai solo una percezione distorta…”
Mentre stavo scrivendo questa prefazione c’è stata una sincronicità: una mia amica per errore mi ha mandato su whatsapp, credendo di inviarlo ad un’altra persona, la copertina di un libro: Lui & Io, un testo in cui Gabrielle Bossis, una mistica del 900, racconta il suo dialogo con una voce interiore identificata con la figura di Dio. Ho scaricato subito l’anteprima digitale, e nelle prime pagine, ho trovato scritte queste parole, datate 24 agosto 1937:
“Talvolta tu dubiti che sia Io a parlarti, tanto questa cosa ti sembra semplice, come se provenisse da te. Ma tu e Io non siamo Uno? Dubiti che sia Io? Fa’ come se fosse vero. Ma anche se queste parole provenissero dal tuo umano naturale, non sono Io che l’ho creato?”
Mi sono fermato. Ho riletto. E ho sorriso, perché mi sembrava davvero di leggere tra le pagine del libro che ora anche tu stai leggendo. Quel dubbio – “chi sta parlando davvero?” – ha tormentato la mente di Luigi e affiora tra le righe di ciò che ha trascritto. È una domanda che la voce stessa solleva, gioca, ribalta. E alla fine ti fa capire che forse non è nemmeno la domanda giusta.
Nel corso della mia vita ho incontrato questa esperienza in due modi: attraverso i libri – ce ne sono moltissimi, tradotti in tutto il mondo, scritti da persone che hanno vissuto un contatto diretto con il divino – e attraverso uomini e donne, soprattutto donne, che ho conosciuto personalmente, che mi hanno raccontato esperienze analoghe, a volte senza averle mai condivise con nessuno prima. Per questo ritengo, con cognizione di causa, di poter dire che nella nostra epoca siano moltissime – centinaia di migliaia, se non milioni – le persone che hanno vissuto qualcosa di simile nella loro interiorità. In realtà questa esperienza è molto meno insolita di quanto pensiamo.
Ma al di là della forma, ciò che non smetterò mai di ripetere è che quello che davvero conta è la sostanza del messaggio, a prescindere dal nome con cui si manifesta. E il parametro che uso per valutarla sono alcune semplici domande:
- Questo messaggio ha attenuato le mie paure?
- Mi ha fatto sentire il cuore più leggero?
- Mi ha aiutato ad accettare con spirito stoico ciò che non posso cambiare, e mi ha dato energia per assumermi la responsabilità di ciò che invece posso controllare?
- Mi ha mantenuto nel momento presente, anziché farmi rimbalzare tra i rimpianti di ieri e le ansie di domani?
Se la risposta ad ognuna di esse è un chiaro “sì”, allora si tratta di un messaggio ad alta vibrazione. E se ho scelto di pubblicare questo libro è perché non ho dubbi che lo sia.
Il mio lavoro su questo manoscritto è stato come quello di un minatore. Sono andato in profondità, con pazienza. Dalle 500.000 battute iniziali ne ho estratte circa 80.000: quelle in cui Luigi non tanto parlava a Dio, quanto lo ascoltava. Perché a un certo punto è diventato chiaro: era più Lui a comunicare che Luigi a chiedere. Come se Luigi avesse aperto una porta e quella Presenza avesse cominciato a sussurrargli parole, fino a diventare un fiume in piena.
Ma il mio lavoro non si è fermato alla selezione: dopo aver estratto il diamante dalla miniera, ho dovuto cesellarlo. Quelle parole erano nate per un diario personale. Ho quindi cercato di ritradurle in una forma capace di parlare a tutti, lasciandomi guidare anch’io da un forte senso di ispirazione. Per tutto il periodo in cui ho lavorato al libro mi sono sentito investito da un flusso che mi ha portato a dedicarmici completamente: la mattina era il mio primo pensiero e spesso ci lavoravo fino a tarda sera, senza riuscire a dedicarmi ad altro finché non l’ho terminato.
È stato un lavoro che ho fatto a quattro mani con Luigi: a volte le modifiche partivano da me, a volte da lui, ma ogni cambiamento doveva risuonare in entrambi.
In quel periodo ho sentito anch’io di essere guidato, non solo attraverso una profonda sensazione interiore, ma anche attraverso una serie di sincronicità, come quella raccontata, che si sono manifestate proprio mentre lavoravo al libro.
Ne è nato questo libretto speciale. Puoi leggerlo dall’inizio alla fine, oppure aprirlo a caso in quei momenti in cui senti il bisogno di una risposta, di una direzione, di essere sostenuto da qualcosa o qualcuno che ti riporti nel tuo centro di gravità.
Contiene tredici capitoli, più un prologo e un epilogo. E dentro ogni capitolo troverai dei paragrafi separati dal simbolino della clessidra.
Fermati, quando lo incontrerai. Non è una decorazione, è un invito a prenderti del tempo. Una pausa vera, che fa parte della lettura quanto le parole stesse.
Leggi lentamente. Frase per frase, rispettando la punteggiatura. Noterai che dopo ogni punto c’è spesso un’interruzione di riga, è voluta, perché dà ritmo e spazio: la frequenza di questo libro non sta tanto nelle parole, quanto in quel vuoto che separa ogni lettera.
Non si coglie con la mente, si sente. E per sentirla bisogna essere aperti, svuotati, liberi dai pregiudizi, liberi dalla necessità di capire tutto subito. E più lo sarai, più ti sentirai attraversato da questa frequenza…
Voglio chiudere questa prefazione con una nota personale.
Questo libro ha rafforzato la mia connessione con quella parte di me a cui, per scelta, non voglio dare un nome. Quella da cui attingo quando ho bisogno di forza, di coraggio, di compassione, di resistenza… Da quando ho intrapreso questo percorso che mi ha portato a pubblicare “Io sono Qua”, quella presenza è diventata sempre più avvolgente. La sento. È Qua. Anche adesso, in ogni momento mi basta mettermi in suo ascolto per percepirla…
Perché, come recita il titolo, più che parlarle, è ascoltarla ciò che trasforma. Un Ascolto – con la “A” maiuscola – che non ha bisogno di parole. Che può essere fatto di silenzio, un silenzio pieno di Amore, Accettazione e Presenza…
E se alla fine questo piccolo libro ti metterà in contatto anche solo in minima parte con quella Presenza che io sto sentendo in questo momento, avrà già raggiunto il suo scopo.
Buon Viaggio.
Pietro Abbondanza
Disponibile su:
amazon.it
edizionistazioneceleste.it

Bellissimi entrambi i commenti di luigi e il tuo. Grazie per il lavoro che fai perché questi libri davvero ci portano ” oltre” nutrendo la nostra anima e innalzando li Spirito e ce n è tanto bisogno!